Testimonianza di Valerio Mezzini

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Valerio Mezzini per Maras

Valerio Mezzini

Maras è stato per me il popo più fedele che abbia mai conosciuto.

Mi ha aiutato molto e mi è stato vicinissimo in modo particolare quando è mancata la mia mamma.

E’ una luce nella mia vita.

Ho per lui una gratitudine infinita.

Il 10/12/2011 mi trovato a Loppiano per incontrare Anna Rita Rondinara. Sono stato invitato pure io da Sergio Rondinara a pranzo nel suo focolare dove c’erano Luigino Bruni, Piero Coda, Gerard Rossè ed un altro di cui ora non ricordo il nome.

Ad un certo punto Luigino inizia a parlare della mamma che non sta bene e chiede a chi ha già perso la mamma la propria esperienza. Nessuno parla.

Io sono un gran timido ma si vede che in quel momento ci avevo dato con il Chianti.

Nonostante i personaggi di alto calibro presenti ho iniziato a parlare della storia dolorosa della malattia di mia mamma, della sua morte e di come Maras ci sia stato vicino in quel momento così tragico.

Sono partito raccontando che il 17 luglio 1987 mi trovavo ad Ischia e avendo saputo che c’era anche Maras l’ho contattato per andare un pomeriggio al mare insieme.

Mentre scendevamo verso la spiaggia di Cartaromana (c’era anche don Annibale che ha proseguito il suo viaggio) si è fermato e mi ha detto: “sai, domani è il 18 luglio ed è l’anniversario di Albertina” poi si è messa a raccontare la storia della malattia e della morte della sua mamma.

Per me è stato come vedere un film. Questo momento è impresso nella mia mente in modo indelebile.

Ogni anno il 17 luglio ricordo questo avvenimento e l’ho fatto pure il 17/7/2004 mentre andavo all’ospedale da mia madre in fin di vita.

Mi sono detto: “Valerio, andavi meglio quel 17 luglio 1987”!!!

Alla sera mentre ero lì ad assistere la mia mamma ormai in coma (aveva rifiutato di farsi tagliare una gamba per cui i medici pretendevano il consenso da parte mia e di mia sorella), chiama Maras.

Gli racconto quanto sopra.

Lui si mette a piangere e mi dice: “Valerio, non fare come ho fatto io quando Albertina mi implorava di portarla a Loppiano invece l’ho portata in sala operatoria”.

Il suo pianto di dolore si è trasformato in me derelitto in forza coraggiosa. Ho sentito un amore immenso che risucchiava dentro di se tutto il dramma che stavo vivendo. Mi ha liberato dall’angoscia e mi\ci ha dato la forza e il coraggio di non firmare.

Non potrò mai dimenticare questi momenti così intensi della mia vita, il 17/7/1987 e il 17/7/2004. Un filo misterioso legava questi due momenti.

Un avvenimento intenso di tanti anni prima si fondeva in un altro avvenimento facendosi tutt’uno.

La radice del dolore diventava la stessa e in quella disperazione ho trovato la forza misteriosa per metabolizzare la morte della mamma.

E’ stata una grazia. La devo a Maras la mia serenità.  Tutto questo l’ho raccontato ai popi.  Non potevo  tacere questo dono.  Glielo dovevo.

Scusa se ti ho scritto tutto questo di getto.

Mi piacerebbe raccontarti direttamente questa amicizia iniziata a Carpi per caso nel novembre 1976 (tornando a casa da un incontro Gen a Castelfogliani) e conclusasi il 2/1/2009 a Rocca di Papa (dove c’era anche Carlo).

Grazie davvero per aver avuto la luce e la grazia di dare gloria ad un popo che ha incarnato in se l’amore e l’unità per tutti, come pochi hanno saputo fare, soprattutto nei momenti più dolorosi.

Ringrazio Dio per avermi benedetto attraverso questo popo che mi ha illuminato del carisma di Chiara.

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Comments

  1. Luca Tamburelli says:

    Grazie Valerio, Dio benedica te e… il Chianti. Gli autori del blog sono quelli come te.