Su EOLO Giovannelli e Conchita Simona

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Maras e Nivaldo

Maras e Nivaldo

Alcuni giorni fa è stato il cinquantesimo anniversario della morte di Eolo Giovannelli, un giovane vittima di un incidente a 14 anni, perché era costretto all’immobilità a letto. Un giovane pieno di talenti , umanamente, ma che era ridotto a letto, solo e anche ce l’aveva un po’ con tutti perché,….i sacerdoti non venivano abbastanza spesso, gli amici lo avevano tutti abbandonato dopo l’incidente, le ragazze non c’erano, non gli scrivevano,lui scriveva lettere a tutti ma non aveva risposte e allora la sua presenza mi è stata segnalata dicendo se potevo andare a trovare questo ragazzo e fargli un po’ compagnia, io andai e trovai appunto questa persona che aveva uno sguardo triste e che si sentiva sola e che ha cominciato a criticare tutto e tutti….talmente che io non potevo dire una parola e alla fine dopo un pò era bene andare e gli dissi :guarda tornerò a trovarti…..e sono andato…

                Dopo tre giorni sono tornato e lui mi ha detto…….non mi aspettavo che venissi, dal modo come ti ho trattato pensavo che tu non saresti più venuto, e allora io gli ho detto una frase che sentivo mi affiorava dall’interno: dall’intimo: “ma sai io credo più a te che a ciò che tu dici “, ecco questa frase è stata proprio il punto che ha cambiato la situazione. Lui mi ha guardato stupito, poi mi ha sorriso e poi mi ha detto:…. Ma allora tornerai ancora, posso contare sulla tua amicizia e siamo diventati amici,ma non solo amici,lui ha condiviso con me il mio ideale…la mia…..l’Opera della quale faccio parte…..ecco…….fino alla morte siamo stati in contatto e ha dato una testimonianza di gioia perché oramai aveva trovato che lui non era più solo perché  appunto io gli avevo detto che lui vale più di tutto quello che lui diceva.

Su … Conchita  Simona

In questi giorni è morta Conchita detta Simona una focolarina molto attiva, molto brava, molto capace….che ha diffuso il Movimento dove già c’era e dove ancora non c’era… nel Cile per esempio, e ha fondato addirittura il Movimento in Bolivia e lei a un certo punto nel pieno della sua attività nella quale trascinava anche altri e altre, si è accorta di avere una malattia, per cui ha dovuto rallentare la sua attività finche è venuta a Roma e qui progressivamente ha assistito alla riduzione di tutte le sue forze finche a un certo punto non poteva più fare niente ecco..e allora ha detto:”ma Dio non vuole più le mie attività, Dio vuole me”.

Ecco una frase che è molto importante che tutti ricordino, perché può capitare a tutti di avere una vita sempre meno attiva e comunque

Anche per quelli che fino all’ultimo sono nell’attività piena, anche per loro fa bene che quello che Dio vuole: siamo noi ! non è le opere che noi facciamo, le opere che noi facciamo le può far fare  ad un altro Dio, ma è noi, perché Dio ama noi.