Magnifica testimonianza di Felix Wagemans su Maras

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Felix Wagemans (a destra) con Giannino Fasoli

20-4-2020

 Maras. Ho conosciuto Maras da vicino in tre periodi.

1. Nel 1965 quando era a Parigi, delegato di zona assieme a Dori. La nostra zona comprendeva in quel periodo: Francia, Gran-Bretagna, Belgio, Lussemburgo, Spagna, Portogallo e persino l’Algeria. Un giorno, quando si doveva fare una giornata del Movimento, la prima in Lussemburgo, ed eravamo in casa della famiglia di Misho (non c’era ancora il focolare), ad un certo momento, Maras voleva andare da un barbiere per tagliarsi i capelli, ma era un sabato pomeriggio e tutti i barbieri erano chiusi. Allora, timidamente ho detto che dieci anni prima, quando ancora facevo gli studi, tagliavo i capelli dei miei compagni nel pensionato dove vivevamo. Con mia grande sorpresa, Maras mi chiese di tagliare i suoi capelli, facendomi fiducia nonostante da dieci anni non l’avessi più fatto. Quando uno o due anni dopo, mi trovavo a Loppiano per la scuola e di nuovo ero assieme a Maras, lui si è ricordato di questo fatto, e così per un intero anno sono stato il barbiere di Loppiano.
Ma la cosa non è finita. La domenica sera, dopo la giornata in Lussemburgo, ho avuto un colloquio personale con Maras, importante, con il quale ha risolto un problema grave che avevo in quel tempo. Normalmente avrei dovuto andare a Loppiano già da un pò di tempo, ma il mio papà aveva parecchi problemi economici, doveva restituire un debito che non riusciva a pagare. (Da quando era morta mia mamma ed era rimasto con quattro bambini di 5 a 10 anni). Il mio stipendio, lavorando io in banca, era necessario per rimborsare questo debito. Per questo motivo non potevo lasciare il lavoro. I popi in focolare mi ripetevano spesso la frase del vangelo: “Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu vieni e seguimi” (Lc.9,60). Mi trovavo in un dubbio di coscienza terribile. Allora Maras mi ha dato una risposta risolutiva che non ho mai dimenticato, dicendo: “Ti considero come un focolarino a tutti gli effetti, ma ti mando in missione a lavorare in banca e di dare quindi il tuo stipendio al tuo papà, per il tempo che ha bisogno, perché Dio è amore”. Allora sono rimasto ancora per un anno in Belgio facendo parte del focolare di Bruxelles.
Ancora altri episodi di quel tempo con Maras: Un certo momento abbiamo fatto un pied-a-terre a Anversa, in una casa di una vecchia e ricca vedova (con Angiolino Lucchetti e Cesare Bazzan) e lì una volta abbiamo fatto un ritiro con Maras, molto bello. Un altro ritiro con Maras l’abbiamo fatto a Mariakerke (presso Gand), in casa della famiglia di Paolo Claeys e in quell’ occasione ho incontrato per la prima volta, Michel Pochet, un giovane popo del focolare di Parigi. Un altro che participava occasionalmente a quel ritiro era Leo De Muynck, un religoso interno del Movimento, penso il primo Belga che ha conosciuto l’Ideale nel 1955, quando era ancora studente Norbertino a Roma. Soltanto tre anni dopo, la famiglia Ruffo (1)  incontrava l’Ideale alla Mariapoli di Fiero di Primiero.
Nei mesi seguenti abbiamo partecipato a varie giornate in Francia, Mulhouse, Parigi … e alle Mariapoli a Monaco e Rodez, sempre con Maras e Dori.

  1. Maras come responsabile della scuola di formazione dei focolarini a Loppiano assieme a Silvana (Renata è venuta più tardi). Ho ritrovato Maras nel suo primo anno, che sostituiva Fede che in pratica è rimasto un solo anno nella cittadella, quello degli inizi. Eravamo nel 1965 e ho visto il collegge delle pope che era ancora in costruzione, mentre le casette a Campogiallo esistevano già.
    Ritrovavo Maras in una funzione completamente diversa. Maras amava tantissimo tutti i popi in formazione, quasi all’assurdo. Faceva i colloqui con i popi talvolta fino alle due o tre della notte; non capisco ancora ora come ha fatto con la sua salute fisica. Un altro esempio del suo amore immenso, posso raccontarlo brevemente. Un giorno un popo siciliano è scappato segretamente da Loppiano (questo fatto raro, non è in sé da meravigliarsi, può capitare). Ma la cosa straordinaria è che è successo il giorno prima di una visita di Chiara a Loppiano, e che Maras, comunicandolo in modo riservato solo a qualche responsabile, ha preso l’aereo per la Sicilia per andare a trovare questo popo (invece di prepararsi alla venuta di Chiara). Cosí ha potuto parlare con il popo che era sparito e ritornare ancora in tempo per vedere Chiara a Loppiano. Ė l’esempio di Gesù nella parabola, dove il pastore lascia le novantanove pecore per ritrovare quella perduta.
    Un altro aspetto di Maras, è la sua apertura. Anche se era fedele 100% all’Ideale di Chiara e dell’Opera, aveva anche interesse per tante altre cose umane, per esempio l’arte e specialmente la musica (classica). Inoltre ho fatto tante escursioni con lui per visitare abbazie, chiese, pitture, città come Siena, Firenze, Vallombrosa, Assisi, ecc.
  2. Maras come responsabile della scuola a Montet in Svizzera. Vent’anni dopo ho incontrato di nuovo Maras a Montet, dopo un lungo periodo che avevo vissuto nella zona Belga, mentre Maras stava già da alcuni anni a Montet. Il mio nuovo rapporto con lui era tutto diverso, maturato nel tempo. Ci vedevamo soprattutto ogni sera con i responsabili dei vari focolari, e devo dire che si andava molto in profondità delle cose. Soprattutto i ritiri mensili con lui erano tanto ricchi. Maras aveva una apertura grande, ci raccontava tutto, le sue esperienze, i segreti di quello che stava vivendo Opera, con piena fiducia in noi.

(1) I Ruffo di Calabria sono una delle famiglie della nobiltà italiana più antiche e blasonate, già annoverata tra le sette più grandi casate del Regno di Napoli. Una discendente della famiglia è Paola, sesta regina dei Belgi.

About Luca Tamburelli

Sposato e padre di fue figli, vivo in Francia, a Annonay, presso Lione. Sono amico di Maras e di moltissimi suoi amici.