Lettera di Maras a Michel Vandeleene sulla gnosi

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Qui di seguito pubblico, integralmente, una lettera che Maras ha inviato a Michel Vandeleene, e che Michel mi ha fatto l’onore di inviarmi, scrivendomi anche di “fare il mio nome e dare il mio indirizzo mail nel caso che qualcuno volesse parlarne con me”. Eccolo : michel.vandeleene@focolare.org. Un grazie immenso a Michel!

Roma 16.01.1995

 Carissimo,

ho chiesto a Fede di incontrarlo e siamo stati insieme circa un’ora e mezzo.

L’argomento di base è stato la “gnosi”, cioè quel modo errato di intendere l’unità di cui si parla da anni e che si rifà, direttamente o indirettamente, a parole da me dette o ad azioni da me compiute in passato.

Cosa penso? E’ subito detto: sono totalmente d’accordo con quanto Fede da anni va affermando – e condannando – a proposito di idee e comportamenti “strani” fatti passare come “unità” e che invece non sono che deformazioni della “sana dottrina” non solo dell’Opera, ma della stessa Chiesa.

Pertanto non si può parlare di unità con Chiara, né alla Chiesa se idee o comportamenti non sono conformi al loro insegnamento.

Detto questo, ritengo doveroso affermare, con altrettanta determinazione, che se in passato non sono stato coerente (in parole, in azioni, o non condannando esplicitamente ciò che era errato) con quanto ora dichiaro, ritratto ogni parola detta e stigmatizzo ogni mia azione.

Sento poi il dovere di dire che, per quanto sono responsabile, nei confronti tuoi o di altri, di conseguenze negative o di sofferenze, chiedo perdono e, se necessario, sono deciso a riparare.

Solo così sento di poter parlare di unità, di vivere per essa e di sperare di testimoniarla.

Nel dolore che tutto quanto accaduto provoca in me, ma anche nella certezza che tutto può sempre essere chiarito e rifatto nuovo, ti auguro – e mi auguro – di cuore tutto ciò che Dio desidera per noi in quest’anno della spiritualità collettiva.

Ciao! In Gesù e Maria

Maras

Corso di Loppianoa Trento con Maras 1976

Corso di Loppiano a Trento con Maras, 1976

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Comments

  1. Luca Tamburelli says:

    Grazie Michel, per aver condiviso la tua lettera di Maras. Le eresie si basano quasi sempre su interpretazioni errate di scritti ortodossi o sacri e/o comportamenti addirittura santi. I Catari, completamente eretici, si ispiravano in particolare agli scritti di S. Paolo. Ancora oggi, il Front National, partito di estrema destra francese, la cui dottrina xenofoba è stata recentemente giudicata incompatibile con il Cristianesimo dalla Conferenza Episcopale Francese, dice di ispirarsi a Santa Giovanna d’Arco (Sainte Jeanne d’Arc). Forse che questo potrebbe sminuire minimamente il valore degli scritti e dell’esempio di questi due giganti di Dio? Questa lettera mi sembra un fulgido esempio di come Maras viveva la Parola di Vita, oggetto di un commento di Chiara (mi sembra nell’’82) “Se tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia la tua offerta davanti all’altare, e vai prima a riconciliarti con tuo fratello…” Maras non pensa minimamente a difendersi, ma umilmente, “… se (…) e per quanto sono responsabile (…) di conseguenze negative e di sofferenze”, chiede perdono. Non è assolutamente la confessione di aver sbagliato (lo preciso per chi non capisse abbastanza l’Italiano, questa lettera non puo’ essere considerata una confessione né giuridicamente, né lessicalmente, né semanticamente), né l’ammissione di aver deviato, nei comportamenti o negli insegnamenti, dalla sana dottrina. E’ l’iniziativa evangelica di chi sa che, in ogni caso, il suo amore non è mai perfetto né sufficiente, perchè il modello è l’amore di Gesù e Maria. Pertanto sa di avere sempre qualcosa da farsi perdonare, a fortiori nei confronti dei fratelli che hanno sofferto per causa sua (non importa se a ragione o a torto; qualcuno puo’ sentirsi disturbato dal mio starnuto, e bisogna che gli chieda scusa anche se non ne ho nessuna colpa). Ovvio l’accordo totale con Fede sulla gnosi, ci mancherebbe.

    Ancora grazie di cuore.

    Fraternamente, Luca