Breve sintesi della vita di Albertina, dal sito Santi e beati

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Ecco cosa scrive il sito Santi e beati su Albertina, proclamata Serva di Dio nel 2007:

Serva di Dio Albertina Violi Zirondoli Consacrata nel Movimento dei Focolari

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Carpi, Modena, 1 luglio 1901 – Roma, 18 luglio 1972

Maestra elementare nelle scuole di Carpi e dintorni, è figura di laica e donna. Nel dopoguerra lavorò molto per i ragazzi e per l’emancipazione delle giovani donne che passavano da un lavoro agricolo a quello industriale, aiutandole ad ottenere la licenza elementare o un diploma, e procurando loro, oltre alla formazione, nuove opportunità di occupazione. Prima presidente locale del Centro Italiano Femminile, organizzò doposcuola per bambini e ragazze, scuole per maestre d’asilo e vigilatrici di colonie estive in montagna o al mare, corsi di economia domestica e di educazione sociale e politica.

Etimologia: Albertina = forma diminutiva di Alberta, illustrissima, dall’antico germanico

 

Il 16 maggio 2007, a Fiesole, a poco meno di due anni dall’inizio, si è conclusa, la cosiddetta, Inchiesta Diocesana sulla vita di Albertina, dando così via alla Fase Romana presso la Congregazione delle Cause dei Santi.
La Cattedrale di Fiesole ha accolto i numerosi partecipanti che venivano oltre che da Carpi, sua città natale, da Roma, Firenze, La Spezia, Verona, Loppiano e tutti si riconoscevano in Albertina, manifestando la gioia di essere lì per lei.
Chiara Lubich ha inviato una lettera nella quale assicurava la sua presenza spirituale “nella gioia e nel ringraziamento a Dio che ha voluto donare a noi, alla Chiesa e alla società questa autentica testimone del Vangelo”. “Albertina – continuava ancora Chiara – con la sua vita tutta donata a trasmettere i valori cristiani, particolarmente alle nuove generazioni, ci lascia un luminoso esempio, segno di speranza per un mondo assetato di verità, di giustizia e di amore”. Concludeva: “Nella certezza che Albertina, sempre viva fra noi, continuerà ad attirare tanti verso la santità, rimaniamo uniti nel Risorto”.
Nel suo intervento, il Vescovo di Fiesole, Mons. Luciano Giovannetti, ha affermato: “E’ stata una maestra, ma una maestra di vita che non dava nozioni e basta, ma che rifletteva nell’educazione tutta se stessa. Quante persone hanno trovato, per la sua capacità di trasmettere valori, conforto e sostegno. E sono state educate da lei!”.
Parlando poi dell’incontro con Chiara Lubich e con Loppiano, il Vescovo ha continuato: “Siamo molto lieti che per il suo amore alla cittadella di Loppiano Albertina sia diventata un punto di riferimento affinché in ciascuno di noi ci sia il desiderio forte della santità”. E ha concluso chiedendo alla Madonna, “Regina dei santi”, che Albertina risplenda nella Chiesa come un segno luminoso della presenza di Cristo crocifisso e risorto”.La sua vita
Nata a Carpi (M0), Albertina Violi sposò a 23 anni Livio Zirondoli e fu madre di Alfredo, che poi divenne medico e sacerdote.
Molto conosciuta per la sua attività di insegnante, professione che esercitò pubblicamente e privatamente fino all’età di settant’anni, manifestò una grande capacità di educatrice.
Negli anni della seconda guerra mondiale e del primo dopoguerra si dedicò ad opere di assistenza e in particolare alla promozione spirituale, umana e culturale delle giovani.
Prima presidente del CIF a Carpi, organizzò doposcuola per bambini e ragazze, scuole per maestre d’asilo e vigilatrici di colonie, soggiorni estivi in montagna e al mare, corsi di economia domestica e di educazione sociale.
L’incontro negli anni ’50 col Movimento dei Focolari (Opera di Maria) aprì una nuova dimensione spirituale alla sua vita già incentrata sul Vangelo.
Suscitò vocazioni maschili e femminili sostenendo molti fino alla consacrazione totale. Strumento di Dio, insegnò con la sua vita a trasformare il dolore in amore e diede l’esempio di “come si ama”.
“ Occorre un amore più grande di quello di una mamma – scrisse lei stessa un giorno – che vada al di là della natura pur avendo di questa tutte le sfumature, sul modello di Maria, partecipa in qualche modo alla maternità di lei”.
Morì a Roma, dopo mesi di sofferenze fisiche e morali, confortata dalla presenza di Chiara Lubich che accolse la sua consacrazione a Dio nell’Opera da lei fondata.
La sua salma riposa nel camposanto della cittadella di Loppiano (Incisa Val d’Arno – Firenze, diocesi di Fiesole).
Autore: 
Dr. Waldery Hilgeman, Postulatore

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About Luca Tamburelli

Sposato e padre di fue figli, vivo in Francia, a Annonay, presso Lione. Sono amico di Maras e di moltissimi suoi amici.