13 – Commento al Vangelo: “La buona terra”

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Chiesetta di Cappiano nei pressi di Loppiano.

PREMESSA

Quella che segue è una trascrizione da un commento di Maras al Vangelo del giorno. Si tratta quindi di una trascrizione di un parlato che espressamente non abbiamo voluto cambiare per rispetto dell’autore ben sapendo che al lettore richiederà un supplemento di attenzione. Maras in queste conversazioni, partiva dalle letture del giorno e le commentava direttamente senza nessun altro supporto se non il Vangelo e l’attenzione di chi ascoltava.

Un giorno Gesù uscì di casa e si sedette in riva al mare ed attorno a lui cominciò a raccogliersi tanta folla che Gesù dovette salire su una barca. E lì, sulla barca, si mise a sedere, mentre tutta la folla rimaneva sulla spiaggia. Gesù parlò loro di molte cose in parabole. Disse: un seminatore uscì a seminare e mentre seminava una parte del seme cadde sulla strada. Vennero gli uccelli e la divorarono. Un’altra parte cadde in un luogo pieno di sassi, dove non c’era molta terra. Subito germogliò perché il terreno non era profondo. Ma quando il sole venne restò bruciata e non avendo radici si seccò. Un’altra parte cadde sulle spine e le spine che crebbero la soffocarono. Un’altra parte cadde sulla terra buona e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta. Chi ha ha orecchi per intendere, intenda!”. (Mt. 13, 1-9)

Come preparare la buona terra.

… Una buona terra non ha sassi. Tutto il terreno è elaborato. La terra, quando è buona, è lavorata, cioè è stata arata, zappata, tutto quello che impedisce alla terra di diventare dura. Ecco perché tante volte si ha l’impressione che il lavoro di Dio in noi è proprio un lavoro di un agricoltore che batte questa terra, la divide, la rivolta. Quindi questa è la preparazione della buona terra. Poi la buona terra è una terra che è stata concimata, perché ha ricevuto del nutrimento da tante cose che sono morte in lei. La terra migliore è quella dei boschi, dove tutte le foglie che cadono, tutti i frutti che cadono, tutta la vita che si svolge nella foresta e che cade crea un humus, una terra fertile. E’ tutta la vita che noi riceviamo dagli altri e che in noi muore per tanto tempo, noi non ci rendiamo conto quanto amore è quello che noi riceviamo dai genitori, dagli amici, dalle persone buone, da Dio attraverso le persone buone.

Tanto lavorata dal dolore e dall’amore, quel lavoro di Dio che fa in noi

Quando noi siamo piccoli, quando noi siamo incoscienti, quando noi non siamo aperti e Dio ci ama lo stesso e questo amore entra dentro e muore e crea questo concime, questo humus; per cui dopo un po’ che questa terra è stata tanto amata e anche tanto lavorata dal dolore e dall’amore, quel lavoro di Dio che fa in noi, è questa terra buona. Poi bisogna togliere tutti i sassi. Poi bisogna impedire che vengano le spine, proprio togliere questi cespugli… Nella buona terra vengono depositati anche i semi cattivi, anzi quando il terreno è ben lavorato produce secondo il seme che è buttato dentro. E noi essendo aperti, continuamente riceviamo, sì, la parola di Dio, ma ci danno anche il mondo.

Riceviamo anche il diavolo

Riceviamo anche il diavolo, d’altra parte non si può essere chiusi perché se siamo chiusi siamo chiusi anche a Dio. Quindi bisogna, appena riceviamo queste cose, queste impressioni negative, tutto quello che il mondo ci può dare, che il prossimo ci può dare, appena entra dentro, bisogna toglierlo. Perché altrimenti diventa un cespuglio di spine e dopo un po’ soffoca la parola. Quindi è un lavoro quello dell’agricoltore. L’agricoltore lavora sempre. Adesso la nostra civiltà non è più agricola e quindi si perde un po’ il senso di che cosa è un agricoltore. Un agricoltore è uno che sta sempre in campagna, non ha mai un giorno di vacanza. La civiltà moderna permette i giorni di vacanza, la civiltà agricola no. Come la civiltà dei pastori al tempo di Gesù non permetteva le vacanze perché le pecore tutti i giorni devono mangiare. Così  un campo tutti i giorni deve essere vigilato, si deve stare attenti perché i semi vagano nell’aria, volano e si depositano ogni momento i semi cattivi. E la terra può diventare dura, i sassi possono arrivare. Si deve continuamente pulire, pulire, concimare e stare attenti e togliere le piante non buone mano a mano che vengono. Dopodiché questo seme dà frutto.

 

About Luca Tamburelli

Sposato e padre di fue figli, vivo in Francia, a Annonay, presso Lione. Sono amico di Maras e di moltissimi suoi amici.